Gli interni sono un genere fotografico a parte. Il 22 ottobre ti mostro come leggo uno spazio prima di montare la macchina, dentro una casa che ho fotografato io.
Ti arriva subito il link per collegarti.













Succede anche a chi fotografa bene tutto il resto. Entri in una casa, monti la macchina, lavori come hai sempre lavorato. Poi guardi il risultato e lo spazio sullo schermo non è quello che avevi davanti agli occhi.
Non sai dire dove sia il punto in cui è andata storta. Quindi la volta dopo rifai gli stessi passaggi, sperando che venga meglio.
Chi mi scrive usa quasi sempre la stessa parola.
Non sono mai sicuro della giusta scelta dell'esposizione. Adoro guardarle, ma non farle.
Entri in una casa e sai già cosa fotografare, in che ordine e perché.
Consegni il servizio senza chiederti se andava bene.
E dopo un po' sono gli studi di architettura a richiamarti.
Quello che porta dalla prima alla seconda è un modo di guardare, e si impara.
E tu, tra quello che fai prima di scattare e quello che fai dopo, qual è la parte che senti di trascurare di più?
Dentro una casa vera, con le foto che ho scattato io.
E soprattutto: come si smette di scattare sperando che venga bene.
Quattro passaggi, e nessuna piattaforma da installare.
Il link per collegarti ti arriva subito, insieme al promemoria da mettere in calendario.
Nei giorni prima ti mando tre contenuti sul tema della serata, così arrivi preparato.
Novanta minuti in diretta con la chat aperta. Ti basta il computer o il telefono.
Alla fine rispondo dal vivo. È l'unico momento in cui puoi chiedermi quello che vuoi.
Quello che succede prima di montare la macchina decide la fotografia più di qualsiasi impostazione.
Fotografa di interni e architettura
Fotografi che vogliono entrare negli interni
Chi fotografa immobiliare e vuole salire di livello
Architetti che vogliono fotografare i propri progetti
Chi scatta interni e non è mai soddisfatto del risultato
Chi vuole lavorare con gli studi di architettura
Fotografa di interni e architettura
Fotografo case, showroom e progetti di architettura. Il mio lavoro è raccontare uno spazio che ha progettato qualcun altro, e farlo in modo che di quel progetto si capisca l'idea.
La Vision Academy è nata da lì. Nella prima edizione sono entrate 46 persone. Delle undici che hanno compilato il form di fine corso, alla domanda su cosa non le avesse convinte non ha risposto nessuna.
Subito per email, con il promemoria per il calendario.
Uno al giorno nei giorni che precedono il 22.
Alle 20:30, in diretta, per 90 minuti.
No. Per seguire la diretta ti basta una connessione. E quello di cui parlo vale con la macchina che hai adesso, anche una reflex di primo prezzo e un cavalletto: riguarda come guardi uno spazio e come lo prepari, prima ancora del corpo macchina che hai in borsa.
Sì. Nella prima edizione c'era anche chi voleva imparare a fotografare i progetti che disegna. Se il tuo obiettivo è raccontare bene il tuo lavoro, la serata ti riguarda.
Giovedì 22 ottobre, dalle 20:30, per circa 90 minuti. L'orario serale è pensato per chi lavora tutto il giorno.
La diretta è l'unico momento in cui puoi farmi domande e avere una risposta sul tuo caso. Iscriviti comunque: se qualcosa ti blocca all'ultimo, ti scrivo io per email.
Negli ultimi minuti ti presento la Vision Academy, il percorso che parte a novembre. Prima di quel momento c'è un'ora abbondante di contenuto che puoi usare anche se decidi di non entrare.
Novanta minuti dentro una casa vera, con le foto che ho scattato io. Esci sapendo cosa guardare la prossima volta che entri in un ambiente.
È l'unica sera in cui puoi farmi domande e avere una risposta sul tuo caso. Se ti va, ci vediamo lì.